PALERMO
OCTOBER 19-24, 2021

TUNIS, BREMEN
OCTOBER-NOVEMBER, 2022

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BETWEEN LAND AND SEA is a political encounter and a programme of original artistic and theatrical productions developed and presented between Palermo, Tunis, and Bremen. It creates the first participatory and long-term artistic collaboration between the three port cities, acting as a bridge between Europe and the Maghreb and between the South and the North of Europe.

BETWEEN LAND AND SEA è un incontro politico e un programma di produzioni artistiche e teatrali originali sviluppato e presentato tra Palermo, Tunisi e Brema. Crea la prima collaborazione artistica partecipativa e a lungo termine tra le tre città portuali, agendo come un ponte tra l'Europa e il Maghreb e tra il Sud e il Nord dell'Europa.

BETWEEN LAND AND SEA engages more than 50 artists, workers, researchers, migrants, fishermen, farmers and citizens from Palermo, Tunis, Bremen, Beirut, New York, Abidjan, Berlin, Hamburg, Brussels, Dakar, Bamako to examine and critically reflect the existing connections between port cities and their intertwined histories, linked by global migration and trade. 

At a historical moment when humanity is facing unprecedented planetary challenges, artists, activists and citizens need to invent new ways to come together across borders and develop transnational and solidarity narratives. Port cities are privileged hubs for the creation of such cross-border networks. BETWEEN LAND AND SEA develops concrete transnational alliances, narratives and practices of solidarity to withstand future crises and disasters, such as desertification, conflicts arising from growing economic inequality, rising sea levels, displacement and global migration.

All projects are original productions developed by Studio Rizoma, Dream City Biennale, and Theater Bremen. They will be shown together in a week-long festival in Palermo, Tunis, and Bremen as international premieres.

The projects of BETWEEN LAND AND SEA are financed by Kulturstiftung des Bundes, Allianz Kulturstiftung, Goethe Institut Palermo and Rosa Luxemburg Stiftung Tunis.

BETWEEN LAND AND SEA coinvolge più di 50 artisti, lavoratori, ricercatori, migranti, pescatori, agricoltori e cittadini di Palermo, Tunisi, Brema, Beirut, New York, Abidjan, Berlino, Amburgo, Bruxelles, Dakar e Bamako per esaminare le connessioni esistenti tra le città portuali e riflettere criticamente sulle loro storie intrecciate, legate da migrazione e commercio globali.

In un momento storico in cui l'umanità sta affrontando sfide planetarie senza precedenti, artisti, attivisti e cittadini hanno bisogno di inventare nuovi modi per unirsi attraverso i confini e sviluppare narrazioni transnazionali e solidali. Le città portuali sono centri privilegiati per la creazione di queste reti transfrontaliere. BETWEEN LAND AND SEA sviluppa alleanze transnazionali concrete, narrazioni e pratiche di solidarietà per resistere a crisi e disastri futuri quali la desertificazione, i conflitti derivanti dalla crescente disuguaglianza economica, l'innalzamento del livello del mare e la migrazione globale.

Tutti i lavori sono produzioni originali sviluppate appositamente da Studio Rizoma, Dream City Biennale e Theater Bremen con un lavoro di più anni che ha attraversato e collegato il mediterraneo e l’Europa del nord. I progetti saranno presentati congiuntamente in un festival di una settimana a Palermo in prima internazionale per poi viaggiare a Tunisi e Brema.

I progetti di BETWEEN LAND AND SEA sono finanziati da Kulturstiftung des Bundes, Allianz Kulturstiftung, Goethe-Institut Palermo e Rosa Luxemburg Stiftung Tunis.

THE PROGRAMME

BETWEEN LAND AND SEA is conceived as a transnational production process resulting in original new artworks. The project is thought of as a single coordinated programme connecting Bremen, Tunis, and Palermo during both production phase and public presentation.

BETWEEN LAND AND SEA è concepito come un processo di produzione transnazionale che risulta in numerose opere d'arte originali: un unico programma coordinato che collega Brema, Tunisi e Palermo sia in fase di produzione che di presentazione al pubblico.

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Choreography for a Woman and a Stone is the first installment in a series of myths, realities and explorations that will take the libanese marathon runner, performance artist and director Lily Abichahine through coastal cities across the Mediterranean Sea.

Accompanied by the Sicilian video artist Genny Petrotta and the sound artist Jad Atoui she runs through the ruins, sites of construction and continuous destruction along the coastlines of Beirut and Palermo – witnesses of a continuous cycle that entails wars, disasters and fatal urban illegalities. The tragic commonalities of the two cities are staged through the exploration of the myth of Sisyphus.

Choreography for a Woman and a Stone è la prima puntata di una serie di miti, realtà ed esplorazioni che porteranno la maratoneta, performance artist e regista libanese Lily Abichahine attraverso le città costiere del Mediterraneo.

Accompagnata dalla video artista siciliana Genny Petrotta e dall'artista sonoro Jad Atoui, Abichahine percorre le rovine, i cantieri e le continue distruzioni lungo le coste di Beirut e Palermo - testimoni di un ciclo continuo che comporta guerre, disastri e fatali illeciti urbani. I tragici punti in comune delle due città sono messi in scena attraverso l’esplorazione del mito di Sisifo.

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Via Oreto in Palermo. On the coastal wasteland that extends between the historic centre of the city and its industrial  district on the periphery, two large-scale photographs are installed in front of the sea behind the Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva. The two photographs, taken by the Sicilian artist and documentarist Francesco Bellina, narrate the contemporary relationship between Italy and Tunisia in a poetic installation that captures the stark polemic which separates the movement of goods from that of people.

One photo depicts a ship, on which the region of Campania illegally exported 282 containers of waste to Tunisia. The other photo documents a family from Sfax building a boat in a collective, vernacular and quasi spiritual effort to immigrate illegally to Sicily – an act of resistance in a world of structural mismanagement.

Via Oreto a Palermo. Sul terreno incolto costiero che si estende tra il centro storico della città e il suo quartiere industriale, due fotografie di grandi dimensioni sono installate di fronte al mare dietro l'Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva. Le due fotografie, scattate dall'artista e documentarista siciliano Francesco Bellina, raccontano il rapporto contemporaneo tra Italia e Tunisia in un'installazione poetica che coglie la cruda polemica che separa il movimento delle merci da quello delle persone.

Una foto ritrae una nave, sulla quale la regione Campania ha esportato illegalmente 282 container di rifiuti verso la Tunisia. L'altra foto documenta una famiglia di Sfax che costruisce una barca in uno sforzo collettivo, vernacolare e quasi spirituale per emigrare in Sicilia - un atto di resistenza in un mondo di cattiva gestione strutturale.

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Dance and music styles often emerge along migration routes. They reflect the personal experiences of their protagonists, who mix the influences of their old and new homes and develop them into new genres.

For Trio. For the Beauty of it, the members of the transnational ensemble LaFleur – Alex Mugler, Voguing dancer from New York, Carlos Martinez, High Energy dancer from Mexico City, Ordinateur, Coupé Décalé dancer from Paris and Abidjan, director Monika Gintersdorfer from Berlin and multi-genre composer Timor Litzenberger from Hamburg – create a dance piece that reflects the transcontinental connections between their dance stiles and scenes.

It is presented in collaboration with the Palermo-based organisation Artemigrante at Chiesa Santa Chiara, an important meeting place for Palermo's various migrant communities.

Gli stili di danza e di musica emergono spesso lungo le rotte migratorie. Essi riflettono le esperienze personali dei loro protagonisti, che mescolano le influenze delle loro vecchie e nuove case e le sviluppano in nuovi generi.

Per Trio. For the Beauty of It, i membri dell'ensemble transnazionale LaFleur - Alex Mugler, ballerino di Voguing da New York, Carlos Martinez, ballerino di High Energy da Città del Messico, Ordinateur, ballerino di Coupé Décalé da Parigi e Abidjan, la regista Monika Gintersdorfer da Berlino e il compositore Timor Litzenberger da Amburgo - creano un performance di danza che riflette le connessioni transcontinentali tra i loro stili e scene artistiche.

Il lavoro  viene presentato in collaborazione con l'organizzazione palermitana Artemigrante presso la Chiesa Santa Chiara, un importante luogo di incontro per le varie comunità di migranti di Palermo.

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Palermo, a city with a history dating back to at least the Phoenicians adapted to conquerors, coloniszers and waves of migration. Four hundred years ago, the Muslim call to prayer, the Adhan, was called by the main mosques of the city alongside the sound of church bells.

For the audio installation Emerald City the Adhan will again be called in the City of Palermo after having been banned by the declaration of the first Italian republic in 1861. The Palermitan artist Stefania Artusi in a joint effort with the Tunisan Mosque in Palermo explores the acoustic and social impact of the intervention and feeds a critical reflection of the history of their urban community.

Palermo, una città con una storia che risale almeno ai Fenici, si è adattata a conquistatori, colonizzatori e ondate migratorie. Quattrocento anni fa, il richiamo musulmano alla preghiera, l'Adhan, veniva chiamato dalle principali moschee della città insieme al suono delle campane della chiesa.

Per l'installazione audio Emerald City, l'Adhan sarà nuovamente chiamato nella città di Palermo dopo essere stato vietato dallo stato italiano nel 1861. L'artista palermitana Stefania Artusi, in uno sforzo congiunto con la Moschea Tunisina di Palermo, esplora l'impatto acustico e sociale dell'intervento e alimenta una riflessione critica sulla storia della loro comunità urbana.

Prometeo – philosophical tragedy, political manifesto and musical drama – gathers a transnational ensemble of actors and artists based in Palermo and Tunis to work on a new theatrical creation – an original rewriting freely inspired by the figure of Prometheus, directed by Sicilian-born director and set designer Simone Mannino, conceived and written with political writer Lorenzo Marsili.

In a time of an incipient climatic collapse and a profound systemic crisis, the work explores the relationship with the flame of techne, oscillating between instrument of liberation and new slavery. The executive production of the piece is executed by the Palermo based Atelier Nostra Signora in co-production with Teatro Biondo.

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Prometeo - tragedia filosofica, manifesto politico e dramma musicale - riunisce un ensemble transnazionale di attori e artisti con base a Palermo e Tunisi per lavorare a una nuova creazione teatrale e una riscrittura originale liberamente ispirata alla figura di Prometeo, diretta dal regista e scenografo di origine siciliana Simone Mannino, ideata e scritta con lo scrittore politico Lorenzo Marsili.

In un momento di incipiente collasso climatico e di profonda crisi sistemica, il lavoro esplora il rapporto con la fiamma della techne, oscillando tra strumento di liberazione e nuova schiavitù. La produzione esecutiva dello spettacolo è curata dall'Atelier Nostra Signora di Palermo in coproduzione con il Teatro Biondo.

At Campobello di Mazara, in a deserted industrial terrain hidden among the olive yards, live a number of Senegalese men in improvised wooden huts to lend their arms and their lives to the Sicilian land and its agricultural producers, the European market and its consumers.

In a common project three artists and activists engage with these men and the public and with their respective realities : Cheikh Sene, an activist from the community itself, will build a communal hut for informal exchanges and political gatherings in the camp. The Palermo based artist Lina Issa invites them to Palermo to build one of their huts with the public and explore the meaning of home and labor in intimate encounters. Berlin-based filmmaker Abou Bakar Sidibé from Mali lives in the so-called ghetto of Campobello for some weeks, creating a portrait of his encounters.

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A Campobello di Mazara, in un terreno industriale deserto nascosto tra gli uliveti, vivono alcuni senegalesi in baracche di legno improvvisate per prestare le loro braccia e la loro vita alla terra siciliana e ai suoi produttori agricoli, al mercato europeo e ai suoi consumatori.

In un progetto comune tre artisti e attivisti si confrontano con questi uomini e con il pubblico e con le loro rispettive realtà: Cheikh Sene, un attivista della comunità stessa, costruirà una capanna per scambi informali e incontri politici nel campo. L'artista palermitana Lina Issa li invita a Palermo per costruire una delle loro capanne con il pubblico ed esplorare il significato di casa e lavoro in incontri intimi. Il regista berlinese Abou Bakar Sidibé del Mali vivrà nel cosiddetto ghetto di Campobello per alcune settimane, creando un ritratto dei suoi incontri.

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Picking up the roots of early sindicalisti, workers’ unions and anarchist philosophy, Syndicat! invites artists, researchers and citizens to elaborate and present ideas for concrete alliances that build connections between the port cities Palermo, Tunis and Bremen, culminating in a series of performative conferences to be staged over multiple days at Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva.

Syndicat! is neither utopian nor an abstract intellectual exercise but a concrete experiment in action, drawing from the lessons of past failures and successes in Tunisia, Sicily and the European Union. Top-down, institutional attempts to build functioning transnational alliances and practices appear stalled and victim to mutual distrust. And yet: is it possible to federate not states but people?

The talks and discussions are divided into four thematic sections that serve as an overview of topics that are relevant across both shores, clearly presenting a shared interest: Liquid Territory, The Port City, Agrinomics and Shared History, Shared Future. Among others, visual artist Rossella Biscotti (Molfetta / Brussels), professor of architecture and urban development Maurizio Carta (Palermo), historian Leyla Dhakli (Tunis / Berlin), activist, social researcher and filmmaker Habib Ayeb (Tunis / Paris), the artists' collective TerraTerra (Palermo), activist and founder of the Global Parliament of Mayors Eric Corijn (Brussels), the architects Medine Altiok and Stephanie Tunka (Zurich / London), the artist duo Silvia Maglioni and Graeme Thompson (Paris / Palermo), the social scientist Clelia Bartoli (Palermo), the market vendors Grazia Santangelo and Carmela Scalavino (Palermo), the artist and scenographer Thomas Bellinck (Brussels), the filmmaker Ridha Tlili (Tunis) and the political activist Bochra Triki (Tunis) will be on stage.

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Raccogliendo le radici dei primi sindacalisti e della filosofia anarchica, Syndicat! invita artisti, ricercatori e cittadini a elaborare e presentare idee per alleanze concrete che costruiscono connessioni tra le città portuali di Palermo, Tunisi e Brema, culminando in una serie di conferenze performative che andranno in scena in più giorni all'Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva.

Syndicat! non è un esercizio intellettuale astratto, ma un esperimento concreto in azione, che attinge alle lezioni dei recenti fallimenti e successi in Tunisia, Sicilia e nell'Unione Europea. Se i tentativi istituzionali di costruire alleanze e pratiche transnazionali dall’alto sembrano in stallo e vittime della sfiducia reciproca, è possibile invece federare non stati ma persone?

Le discussioni sono divise in quattro sezioni tematiche che servono come una panoramica di argomenti rilevanti su entrambe le sponde, presentando chiaramente un interesse condiviso: Liquid Territory, The Port City, Agrinomics e Shared History, Shared Future. Parteciperanno, tra gli altri, l'artista visiva Rossella Biscotti (Molfetta / Bruxelles), il professore di architettura e sviluppo urbano Maurizio Carta (Palermo), la storica Leyla Dhakli (Tunisi / Berlino), l'attivista, ricercatore sociale e regista Habib Ayeb (Tunisi / Parigi), il collettivo di artisti TerraTerra (Palermo), l'attivista e fondatore del Parlamento globale dei sindaci Eric Corijn (Bruxelles), gli architetti Medine Altiok e Stephanie Tunka (Zurigo / Londra), il duo di artisti Silvia Maglioni e Graeme Thompson (Parigi / Palermo), la scienziata sociale Clelia Bartoli (Palermo), le venditrici di mercato Grazia Santangelo e Carmela Scalavino (Palermo), l'artista e scenografo Thomas Bellinck (Bruxelles), il regista Ridha Tlili (Tunisi) e l'attivista politico Bochra Triki (Tunisi).

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The discussions and talks of Syndicat! will take place in a space created by artist and scenographer Jozef Wouters and his Decoratelier, the structure he founded in Brussels. This space is a continuation of a work they started four years ago in a 17th century house in Tunis for the Dream City Biennale.

Since then, the historic building of Dar Bairam Turki has been a site of production and source of inspiration for many of their works, texts, scale models and a performance. For the space of the summit, Wouters will try to bring the building to Palermo, using materials and resources from the region in combination with the texts from Tunis. Together they aim to create a temporary place of encounter consisting of those endless layers and connections that we tend to call a building.

Le discussioni e i colloqui di Syndicat! avranno luogo in uno spazio creato dall'artista e scenografo Jozef Wouters e dal suo Decoratelier, la struttura che ha fondato a Bruxelles. Questo spazio è la continuazione di un lavoro che hanno iniziato quattro anni fa in una casa del XVII secolo a Tunisi per la Biennale Dream City.

Da allora, l'edificio storico di Dar Bairam Turki è stato un luogo di produzione e fonte di ispirazione per molte delle loro opere, testi, modelli in scala e una performance. Per lo spazio del summit, Wouters cercherà di portare l'edificio a Palermo, utilizzando materiali e risorse della regione in combinazione con i resti di Tunisi. Il risultato sarà un luogo temporaneo di incontro costituito da quegli infiniti strati e connessioni che tendiamo a chiamare edificio.

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